Tribunale di Venezia, vincono i malati di Sla: capaci di comunicare, interprete non obbligatorio.

(da La Nuova Venezia, 13 aprile 2017)
 È arrivato il primo provvedimento giudiziario a favore dell’utilizzo del puntatore oculare da parte di un paziente affetto da sclerosi laterale amiotrofica per comunicare, escludendo la necessità della nomina di un interprete.
È quanto ha stabilito la seconda sezione del Tribunale civile di Venezia, ammettendo l’idoneità del puntatore in quanto le persone affette da questa malattia sono comunque in grado di comunicare razionalmente, seppur attraverso un sintetizzatore che consente di tradurre gli impulsi oculari in parole scritte a video.
Lo rende noto il Consiglio notarile di Milano in riferimento all’istanza presentata da un notaio di Mestre, Anna Bovo, nel marzo scorso. A lei si era rivolta una coppia (lui malato di sla) impossibilitata ad accedere ad un mutuo per l’acquisto di una abitazione, per il quale la banca necessitava di garanzie e firme da entrambi. Nel decreto, firmato da giudice Eugenia Italia, si sottolinea che la nomina di un interprete si rende necessaria per chi è sordo, muto quando «non sappia o non possa leggere e scrivere».