Testamento

Esistono diversi tipi di testamento che variano in funzione delle formalità adottate nella compilazione e dal contenuto.
◦ Il testamento pubblico viene redatto da uno speciale pubblico ufficiale, il notaio che riceve le disposizioni testamentarie in presenza di due testimoni. Nel testamento pubblico viene fatta indicazione dei destinatari dei beni del de cuius. Si differenzia dal testamento olografo in quanto la redazione viene fatta dinanzi ad un pubblico ufficiale e due testimoni per cui l’origine è accertata a differenza dell’olografo che viene scritto di proprio pugno dall’interessato. Si ricorre spesso alla forma pubblica quando il testatore non è in grado di scrivere, ad esempio perché infermo o infortunato.
Il notaio può aiutare il testatore a esporre in maniera corretta le proprie volontà, nel rispetto delle inderogabili norme di legge, informandolo di eventuali vizi o lesioni delle quote legittime e sempre nel rispetto del libero discernimento di colui che testa.
Devono essere indicati il luogo di ricevimento delle ultime volontà, la data e l’ora della sottoscrizione.
◦ Il testamento olografo è scritto dal testatore di proprio pugno e dovrà avere cura di essere datato e firmato. Il testamento olografo non può essere scritto con mezzi meccanici né da altri soggetti, nemmeno per conto del testatore e nemmeno se quest’ultimo è analfabeta; in questa evenienza, chi vuole fare testamento deve rivolgersi per forza ad un notaio. Tutto il contenuto del testamento deve essere scritto dal compilatore, le variazioni o le aggiunte successive devono essere firmate e datate. Nel testamento devono esserci precise indicazioni dei beneficiari.
Il testatore non è obbligato a comunicare di aver fatto un testamento olografo, il quale può essere conservato a cura del testatore stesso, oppure in deposito fiduciario a persona di fiducia o ad un notaio.
◦ Il testamento segreto, al pari di quello olografo viene scritto di proprio pugno dal compilatore però deve essere fatto alla presenza di almeno due testimoni. Può essere scritto anche sul PC e stampato da una persona diversa dal compilatore anche se dovrà poi firmarlo alla presenza di due testimoni e consegnarlo al notaio o sigillato o facendoselo sigillare.
Se scritto al Computer e poi stampato, le pagine che lo compongono andranno numerate e soprattutto firmate singolarmente, pena l’annullabilità dell’atto.
Anche in questo caso il notaio redigerà un verbale, come nel caso di quello pubblico.
◦ Il testamento internazionale, indica una forma di testamento introdotta dalla Convenzione di Washington del 26 ottobre 1973, aggiuntiva rispetto alle forme di testamento esistenti in ognuno dei Paesi firmatari della Convenzione, valevole in modo pieno anche nel diritto interno di ognuno dei Paesi interessati.
Il testamento internazionale è il documento contenente le volontà del testatore e consegnato al notaio il quale, alla presenza di due testimoni, riceve l’atto contestualmente alla dichiarazione resa dal testatore che il documento stesso rappresenta il proprio testamento e che egli è a conoscenza delle disposizioni in esso contenute.
Il testamento internazionale può essere redatto da uno straniero nel territorio italiano, o da un cittadino italiano all’estero (in questo ultimo caso, qualora lo stato estero in cui il testatore ha formato il testamento internazionale abbia ratificato la Convenzione citata, saranno le norme dello stesso stato a prevederne le relative formalità).
Il testamento internazionale può essere scritto in qualsiasi lingua e la data del testamento è quella in cui il notaio ha posto la sua firma e deve essere indicata alla fine del testamento.
Se il testatore non ha manifestato dove intenda conservare il testamento, o abbia deciso di conservarlo in luogo diverso dallo studio del notaio, quest’ultimo gli consegnerà l’unico originale della scheda testamentaria, con un esemplare dell’attestato, mentre conserverà un altro esemplare dell’attestato che riporterà nel Repertorio degli atti di ultima volontà, considerandolo come un atto mortis causa, fermo restando l’obbligo dell’iscrizione nel Registro Generale dei Testamenti.
Se invece il testatore ha manifestato la volontà che la scheda sia conservata dal notaio, questi tratterà l’originale alla stregua di un olografo, acquisendolo come tale e riportando nel verbale di deposito sia il contenuto della scheda che quello dell’attestato che ne forma parte integrante.

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